Was ist das?
Ecco la mia iniziativa:
io ascolto i Tokio Hotel.
Tu ascolti i Tokio Hotel.
E questo è un buon pretesto per avere qualcosa in comune.
Io più tu diamo come risultato noi.
Se oltre a me e te c’è anche un’altra persona,
quest’ultima si aggiungerà al nostro noi di partenza,
ingrandendolo un po’ di più.
Più persone troviamo col nostro stesso interesse comune,
più il gruppo tenderà ad essere man mano più ampio.
Ecco il termine a cui volevo arrivare:
ovvero noi formiamo un gruppo.
Lo stereotipo del gruppo è sempre visto in positivo;
come un cerchio congiunto da mani,
unito, forte e compatto.
Adesso la domanda è:
“e allora cosa centra tutto questo?”
Visto che vogliamo essere ritenuti Fan perché:
prima ancora di tutto è qualcosa che sentiamo dentro noi,
e perché magari vogliamo rimarcare la sottile differenza che c’è tra “essere del fan del gruppo” ed “interessarsi solo di quello che ruota attorno ai gemelli”.
Etichettare chi ascolta i Tokio Hotel è un gioco molto frequente tra le persone contro.
Nonostante siano delle assurde boiate, a noi da fastidio, e abbiamo un orgoglio da difendere.
Anche se lasciar perdere queste chiacchiere inutili da subito sarebbe la cosa migliore.
Se rispondiamo alle provocazioni che ci vengono continuamente lanciate,
alle quali “gli anti” aspettano solo il momento buono per rigirare il discorso e farci passare dalla parte del torto senza tanti complimenti.
E magari per una volta avevamo pure ragione veramente.
Bastano solo un paio di parole sbagliate.
Tutto questo si potrebbe evitare,
se invece di partire a raffica con insulti inverosimili ed alzare la voce,
diamo pan per focaccia e facciamo vedere che in quella che si chiama testa abbiamo anche noi (ma pensa un po’!) un cervello pensate in grado di elaborare discorsi di senso compiuto.
Non potremmo sempre essere in contrasto con quello che ci viene detto,
magari qualche volta c’è del vero,
e perché negare la verità, solo per difendere i nostri idoli?
Ormai abbiamo ascoltato tutte le loro canzoni
(e va bene, anche cinque pezzi dell’album nuovo)
e le conosciamo a memoria,
anche quelle in tedesco, perché forse non ci siamo arresi davanti alla difficoltà che potesse essere una lingua che non conosciamo (o conoscevamo) e in modo o nell’altro,
ci siamo sacrificati e abbiamo trovato una soluzione.
Oppure sapevamo già il tedesco, e siamo stati felici di poter sfruttare la conoscenza della lingua.
Sicuramente ognuno di noi ha una canzone che chiama come: la sua preferita.
Quella è la canzone.
Si differenzia dalla altre, ha quel qualcosa in più che le altre non sanno darti,
è quella che abbiamo ascoltato il maggior numero di volte.
E’ la canzone che è destinata a non cambiare con le mode,
a rimanere sempre quella: primavera, estate, autunno, inverno,
7 giorni su 7.
Bello o cattivo tempo.
Quella che dalla prima strofa, all’ultima nota,
rappresenta noi, in tutto e per tutto.
Come dire; “ecco, se non fossi nato umano, sarei stato sicuramente quella canzone”
Sembra quasi che per scriverle abbiamo trascorso interi anni al nostro fianco,
vivendo quello che abbiamo passato.
Sembra incredibile.
E chi ascolta i Tokio Hotel e ti dice:
“la mia canzone preferita è Monsoon”
Se non è tra le persone che li ha ascoltati per la prima volta in tedesco,
ti dirà sempre il nome di quella canzone in inglese.
Sempre.
So che state pensando che la risposta è banale e vi stanno cadendo le braccia.
Magari, uno di quei miliardi di casi dice la verità.
Nessuno oserà mai dirci perché, a meno che non glielo chiediate.
Otterrete sempre risposte che, si rileveranno uguali.
Se trovate qualcuno che non rientra in questa categoria,
fate un fischio perché merita un bel “complimenti”.
Sempre che non ci stia prendendo per i fondelli, ovvio.
Va bene, esiste la libertà di pensiero.
Per certe persone dire il titolo in tedesco o in inglese non c’è nessuna differenza,
cambia solo la lingua, no?
Invece non è vero.
Non viene sempre riportata la traduzione tale e quale.
Sì, il significato finale è lo stesso (e meno male!),
ma i paragoni e gli aggettivi usati cambiano.
In conclusione, è diverso quello che una canzone ci può trasmettere.
E chi sono io per dirlo con tanta sicurezza?
Una di quelle persone che rientra nel gruppo di chi “è felice per sapere che studiare tedesco alla fine serve a qualcosa” e ha tradotto tutti i testi per i cavoli suoi,
non affidandosi a quelli che si trovano su internet.
Monsun o Monsoon è la prima canzone con cui sono stati conosciuti da tutti, volenti e nolenti.
Anch’io posso esprimere un mio parere sulla canzone in questione.
E’ vero, non può essere messa a confronto con nessun altra canzone dei Tokio Hotel,
per me è come il primo amore; non si scorda mai.
Sarà unica, irrepetibile, non potrà esistere una seconda canzone uguale,
neanche a distanza di anni, dopo un lungo silenzio.
La stragrande maggioranza vi ribadirà che comunque,
preferirà sempre le canzoni in tedesco a quelle in inglese.
Certo, sono la prima versione, la copia originale.
Siamo tutti consapevoli che Bill non sarebbe in grado di trasmetterci quello che ha in testa,
se non prima nella sua lingua madre.
Ma c’è anche una minoranza di persone che suppone che in fondo,
non c’è da considerare le canzoni in inglese come rovine assolute, disgrazie atroci e altri drammi da palcoscenico.
Se quando senti parlare dei concerti hai una morsa terribile allo stomaco;
perché ricordi il concerto, o maledici tutto e tutti perché purtroppo non sei potuto essere partecipe.
Nel primo caso si ripensa alle interminabili ore di coda trascorsi,
per aspettare quell’ora e mezza che avremmo condiviso con i Tokio Hotel.
Saremmo stati con loro, avremmo sentito quelle canzoni che erano solo nei nostri sterei o MP3 uscire dai loro strumenti.
E in molti casi abbiamo pianto:
abbiamo versato lacrime perché li abbiamo visti salire sul palco,
per quella piccola gaff che ha reso il nostro concerto unico,
per quell’ultima canzone, come promessa che dopo il concerto,
nulla sarebbe mai finito.
Ci hanno rassicurato che saranno sempre nei nostri cuori, basta crederci.
Nella seconda situazione ricordiamo le giornate dei concerti come vere e proprio torture,
giorni che volevamo finissero il prima possibile,
perché non ci trovavamo nel posto in cui avremmo voluto essere.
E abbiamo pianto, ci siamo arrabbiati, ma alla fine ci siamo ritrovati tutti di notte,
abbracciati al cuscino, nostra unica consolazione.
Magari non riuscivamo neanche a guardare i loro poster appesi nelle nostre camere,
o ad ascoltare una qualsiasi loro canzone.
Arrivati a questo punto,
riprendo il primo argomento di cui stavo trattando e lo amalgamo al secondo;
se noi vogliamo, per così dire, unirci
e constatare quante persone effettivamente la pensano in questo modo,
aggiungiamo questa frasetta demenziale in firma:
ToCHiotèl Rulezzzz, yeaH!
CODICE
<b>ToCHiotèl Rulezzzz, [URL=http://deluxevonkopfbisfuss.forumcommunity.net/?t=30934819]<i>yeaH!</i>[/URL]</b>
Qua sotto verranno postati i nomi degli utenti e, volendo, forum che aderiscono;
.oO SchoKolaDe Oo.
{_• RòXy ~
~•K I L L E R
Edited by valetomy - 10/9/2009, 22:01Sarò poco presente causa scuola.
ToCHiotèl Rulezzzz, yeaH!
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